Sono A.

Sono A., ho 27 anni, studio presso l’Università e insegno chitarra nelle scuole. Ho partecipato come missionaria alla settimana di evangelizzazione in spiaggia dal 29 luglio al 7 agosto. Esattamente 15 giorni prima dell’inizio della missione accusavo un forte dolore all’orecchio destro e piano piano non sentivo più nè suoni né voci né rumori. Mi recai al pronto soccorso e il responso fu che l’orecchio era perfetto: probabilmente a causa della continua posizione del collo sui libri (ho sostenuto parecchi esami in questo periodo) c’è stata una cattiva affluenza sanguigna nella zona destra del capo. Conseguenza: non sentivo più! Sono partita con questa difficoltà: il dolore era pressante notte e giorno! Iniziata la missione i miei fratelli e sorelle hanno pregato per me.

Ero avvilita e dicevo a Dio: “Signore, come posso parlare di te, ascoltare i giovani che incontrerò e cantare al tuo Amore se non sento? Guariscimi!” .Così, durante la preghiera comunitaria, Padre Pier ha semplicemente ripetuto un gesto di Gesù: ha preso un po’ di saliva, ha toccato il mio orecchio, ha detto “effata” e, mentre tutti quanti elevavano a Dio la loro supplica, immediatamente il dolore è sparito e ho cominciato a risentire! La notte dopo ho dormito come non mai… Ma accanto a questa guarigione fisica ho ricevuto altre guarigioni interiori: Da anni non mi sentivo più parte della Chiesa, come famiglia. Ma questa piaga è stata guarita: ora so che anche io sono un piccolo pezzo del corpo di Cristo che porta in sé tutta la bellezza della mia famiglia, la Chiesa. Ho scoperto sulla mia pelle che il Signore è più grande del mio peccato. Che bella cosa sperimentare, toccare, gustare e saziarsi di quella parola di Dio che dice: Grazie perché stavo morendo per scelta, e invece sono stata salvata per scelta!

Era la prima volta

Era la prima volta che andavo in missione, la prima volta che venivo chiamata ad un’esperienza per cui non mi sentivo affatto preparata e che tra l’altro mi spaventava a morte non sentendola “tagliata per me, per la mia personalità”. Partita con mille dubbi e timori che, anziché affievolirsi via via che mi avvicinavo a Bisceglie, aumentavano sempre più fino a farmi pensare, una volta giunta sul posto, che sarebbe stato meglio prendere il primo treno e tornarmene a casa. Per fortuna il Signore realizza i propri piani al di là delle mie paure e alla fine, benché poco convinta, son rimasta.

Ho visto e imparato tante cose in quei dieci giorni. Non è stato facile, non è stato tutto “bello-gratificante-semplice”, è stato faticoso e impegnativo! Ho scoperto che il metodo meritocratico non funziona mai. Non funziona con Dio perché altrimenti non mi avrebbe guarita. Guarita fisicamente, dalla limitazione che avevo al ginocchio. Infatti, ho l'artrite reumatoide (recentemente ribattezzata idiopatica perché non ne conoscono le cause), da quando ho 2 anni, a 4 articolazioni. La malattia non è stata guarita completamente, ma il ginocchio che era limitato nel movimento da sempre (tanto da impedirmi di inginocchiarmi come gli altri) si è "sbloccato": ho sentito come se un nodo venisse sciolto al suo interno; ovvero quei movimenti che prima non facevo nemmeno quando stavo meglio e non avevo dolori, adesso li posso fare: alzarmi di scatto da una sedia, piegarmi senza troppi problemi, inginocchiarmi!

Mi son chiesta il perché di questa “guarigione parziale” e son giunta ad una conclusione: mi è stato semplicemente dato ciò che chiedevo da anni. Non ho mai chiesto la mia guarigione, invece ho chiesto dal 1993 la possibilità di potermi inginocchiare come gli altri. Adesso all'adorazione eucaristica posso inginocchiarmi come tutti gli altri e questo è un dato di fatto al di là delle analisi mediche e del parere dei dottori. Ma soprattutto sono stata guarita spiritualmente: il Signore mi ha mostrato la Sua presenza in maniera sempre più forte, sempre più viva, sempre più vicina. Ecco Dio si è manifestato Vivo, in tutto il suo Amore e la sua Compassione verso la miseria e la durezza del mio cuore. E’ stato così generoso con me, sapendo che non mi meritavo tanto e non chiedendomi nulla in cambio.