Missionletter 1
2 marzo 2002

Un segreto per l’annuncio del Vangelo
 

Come mai l’evangelizzazione dei paesi slavi da parte dei Santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa, ha riscontrato un così grande “successo” in una Europa che non aveva meno problemi di quella attuale? Uno dei loro segreti, che ritroviamo nell’opera apostolica intrapresa da tutti i missionari, e che nei fratelli Cirillo e Metodio assume un rilievo particolare, si può enunciare in poche parole: annunciare il Vangelo nel linguaggio della gente.
Qualcuno dirà: “Metodo pubblicitario, tecnica di marketing!” Non lasciamoci ingannare. Si tratta infatti della logica stessa dell’Incarnazione: Dio si è fatto veramente uomo, Dio ha assunto tutti i costumi dell’uomo, tranne il peccato, Dio è entrato nella cultura dell’uomo, Dio ha adottato il linguaggio dell’uomo per parlare al suo cuore.
Il discepolo non è più grande del Maestro. Se il Figlio di Dio ha scelto questa strategia per strappare l’uomo dalla morte, chi siamo noi per decidere un’altra strada? Giovanni Paolo II, in anticipo su tutti noi nell’arte dell’evangelizzazione, non cessa di gridare l’urgenza di raggiungere l’uomo odierno . Ancora recentemente, il 24 gennaio scorso, in un messaggio stupendo su internet (che trovate sul sito del Vaticano), il Papa scrive:

"Internet è solo un esempio di un ambito dove la messe è tanta, e gli operai così pochi. Ma si tratta soprattutto di uno spirito, quello vissuto dai Santi Patroni d’Europa e da tutti coloro che si sono lasciati infuocare dalla passione di annunciare Gesù, Amore e Salvezza per tutti gli uomini."

Anch’io, qualunque sia la mia situazione famigliare, sociale, economica, lavorativa, posso fare questo piccolo sforzo, che mi costerà un po’ ma che potrà portare tanti frutti: imparare a parlare la lingua della persona che incontro, vale a dire ascoltare per amare, e amando testimoniare, e testimoniando annunciare il Vangelo.
Ad esempio le parole stesse che a volte utilizzo per parlare di Dio sono come un dialetto incomprensibile per chi non frequenta la Sacra Scrittura e la tradizione della Chiesa. Cercare di utilizzare dei termini più comprensibili è un atto di carità nei confronti di chi mi ascolta.  
Un altro esempio: i giovani… Ci sarebbero ancora tante nuove strade da inventare per annunciargli Cristo nel loro linguaggio dove la musica occupa un posto privilegiato.
E ancora: i sofferenti e le persone anziane... Spesso al di là delle parole, bisogna imparare il linguaggio della compassione fatto di presenza gratuita, di sorrisi e piccole attenzioni e di ascolto paziente. Anche questo è raggiungere la gente come Gesù lo fa per tutti. E così via…  
Inoltre, è da sottolineare il fatto che un giovane annuncerà il Vangelo con più facilità ad un altro giovane, una coppia testimonierà con più forza ad un'altra coppia, ecc… anche se ogni discepolo di Cristo è invitato a testimoniare in qualsiasi situazione, “in tempo opportuno e non opportuno”.
Allora, Cristo sarà accolto con più facilità, in qualsiasi ambito, compresa la Rete, come lo scrive il Papa alla fine dello stesso messaggio:

“Internet permette a miliardi di immagini di apparire su milioni di schermi in tutto il mondo. Da questa galassia di immagini e suoni, emergerà il volto di Cristo? Si udirà la sua voce? Perché solo quando si vedrà il Suo Volto e si udirà la Sua voce, il mondo conoscerà la "buona notizia" della nostra redenzione. Questo è il fine dell'evangelizzazione e questo farà di Internet uno spazio umano autentico, perché se non c'è spazio per Cristo, non c'è spazio per l'uomo… Esorto tutta la Chiesa a varcare coraggiosamente questa nuova soglia, per "prendere il largo" nella Rete, cosicché, ora come in passato, il grande impegno del Vangelo e della cultura possa mostrare al mondo "la gloria divina che rifulge sul volto di Cristo" (2 Cor 4, 6). Che il Signore benedica tutti coloro che operano a questo fine.”

Con questa benedizione del successore di S. Pietro, andiamo avanti con coraggio ed entusiasmo rinnovato!

Pier Aguila

Download (formato .pdf)