Missionletter 2
2 aprile 2002

Priorità all'annuncio...
 

Cristo è risorto! Alleluia! E’ questo il grido rinnovato dei discepoli di Gesù in questi giorni santi di Pasqua. Ecco l’annuncio pasquale che è risuonato in tutte le chiese del mondo tre giorni fa attraverso il canto dell’Exultet!
Giovanni Paolo II afferma nell’enciclica “Redemptoris Missio” al numero 44:

L’annuncio ha la priorità permanente nella missione.

E citando Paolo VI (Evangelii Nuntiandi 15) continua:

“L’evangelizzazione conterrà sempre – come base, centro e insieme vertice del suo dinamismo – anche una chiara proclamazione che, in Gesù Cristo… la salvezza è offerta ad ogni uomo, come dono di grazia e di misericordia di Dio stesso”.

Cercasi annunciatori di Cristo! Ma non degli annunciatori qualsiasi… che siano innanzitutto entusiasti perché vivono in Cristo, con Cristo e per Cristo; entusiasti perché hanno scelto di fare del Vangelo la loro regola di vita; entusiasti perché il loro cuore si lascia bruciare dall’amore di Gesù nell’adorazione frequente.

“Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita… noi lo annunziamo anche a voi.” (1 Gv 1,1-3)

Non possiamo tacere perché Gesù è venuto per tutti e perché siamo convinti, come lo afferma il Papa nella Redemptoris Missio (n°11), che ogni uomo ha bisogno di Lui. Tutti infatti lo cercano, anche se tanti non ne sono coscienti. Come tacere e soprattutto perché tacere? Perché non annunciare? Caritas Christi urget nos (2 Cor 5,14: l’Amore di Cristo ci spinge)! Quanto tempo abbiamo per farlo? Dio solo lo sa! Ma una cosa io la so: ho solo oggi, ho solo adesso per annunciare Cristo ai miei fratelli.  
“Strada facendo”… Priorità permanente. Annunciatori a tempo pieno, e non a part-time. Nella mia vita la più quotidiana, senza aspettare non so quale occasione. Addirittura, S. Paolo chiede a uno dei suoi collaboratori:

“Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna (2 Tim 4,2).

Come per dirmi: non aspettare le condizioni ideali perché rischi di aspettare tanto!… E’ sempre l’ora dell’annuncio, anche se le modalità di questo annuncio sono tante. Ma non dimenticare la proclamazione chiara, indispensabile perché…

“come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi?” (Rm 10,14)

Le obiezioni contro un tale annuncio esplicito e chiaro non mancano e hanno indebolito lo slancio missionario di tanti. Chi vuole approfondire questo discorso legga Evangelii Nuntiandi e Redemptoris Missio. Ma noi vogliamo ascoltare i pareri degli uomini o la voce di colui che ha detto: avete un unico Maestro? Annunciare Gesù è nel DNA della Chiesa, anzi è il suo motivo di essere. Ricuperiamo la grande gioia di proclamare che Dio ha tanto amato il mondo… (cfr. Gv 3,16). Ricuperiamo il coraggio che ha spinto e che spinge tuttora tanti nostri fratelli e sorelle a versare il sangue piuttosto di arrossire di Gesù e del suo Vangelo.  
Alla fin fine, è una questione di priorità! Evangelizzare è per me un optional o la mia vocazione fondamentale di discepolo del Salvatore? Prima di vedere come, dove, con quali mezzi, ecc… occorre rispondere a questa domanda. Magari, possiamo tutti dire a Gesù e alla sua Chiesa: eccomi! Manda me!

Pier Aguila 

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