Missionletter 8
2 ottobre 2002
“C’erano con lui i Dodici e…”
e… parola più breve, non c’è! Eppure nel contesto del Vangelo di Luca 8,1-3, questo “e” acquista un significato cruciale per la missione!
“… e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala…”.
Il contesto è chiaro: evangelizzazione full time, come lo leggiamo appena prima:
“Egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio”(Lc 8,1).
Si potrebbe parlare della missione della donna nell’Evangelizzazione (un argomento per una prossima ML…), ma oggi vediamo soprattutto il fatto che queste persone non sono i Dodici…cioè, in altri termini più attuali, non sono i Vescovi né i sacerdoti né la gerarchia della Chiesa.
Alla fine dell’introduzione della Redemptoris Missio, Giovanni Paolo II afferma:
“Nessun credente in Cristo, nessuna istituzione della Chiesa può sottrarsi a questo dovere supremo: annunziare Cristo a tutti i popoli”.
Potremmo citare tanti altri passi degli ultimi documenti della Chiesa, in particolar modo dal Concilio Vaticano II, che insistono sul coinvolgimento di tutti nell’annunzio del Vangelo: “La missione è di tutto il popolo di Dio” (RM n°71). Ne siamo veramente consapevoli di questo?
In questi primi versetti del capitolo 8, S. Luca ci fa capire che la missione dipende tanto dagli Apostoli quanto dalle sante donne, cioè da quelli che non sono Apostoli: ne siamo persuasi? E se lo siamo, come mettere questa istruzione per l’uso dell’evangelizzazione in pratica?
Un primo elemento di risposta ci viene da una parabola che troviamo in Mt 25,14-30: non tenere nascosti i talenti che il Signore mi ha donato, sia quelli naturali che quelli sopranaturali (carismi). Ogni talento viene dato per essere messo a servizio della missione, con coraggio e con generosità, senza guardare a se, al fatto che sono capace o no: questo non c’entra! La missione sarà sempre l’opera del Signore, che vuole passare attraverso di me, di te, di noi, di tutti coloro che accettano di perdere la vita per il Regno dei cieli.
Ma non ci sono solo i talenti; ho ricevuto anche dei beni, delle ricchezze di vari generi: materiali, culturali, ecc… anche questo può essere messo a servizio della missione, come vediamo nel nostro testo di Lc 8:
“alcune donne.. che li assistevano con i loro beni”.
Un missionario che non mangia, che non dorme, che non riprende forza è un missionario morto! Sappiamo bene quanto la missione comprenda una buona parte di questioni materiali, alle quali tanti possono collaborare, in tal modo che si creino come delle “corone missionarie” sempre più numerose.
Questa congiunzione coordinativa “e” che troviamo in Lc 8,2 ci rimanda quindi alla cooperazione missionaria:
“A ciascuno di noi… è stata data la grazie secondo la misura del dono di Cristo… E’ lui che ha stabilito alcuni come…, altri come…, altri come…, altri come… al fine di edificare il corpo di Cristo…” (Ef 4,7.11-12)
Non c’è piccolo contributo: se non c’è, la mia goccia d’acqua mancherebbe all’oceano, amava ripetere Madre Teresa. La parte più visibile dell’annunzio del Vangelo non potrebbe esserci se non ci fosse questa “corona missionaria” composta da tanti sforzi, da tante fatiche, da tanti talenti messi tutti insieme.
Ma non solo! Più i carismi collaborano tra di loro, più aumentano, più si potenziano, più si rafforzano… O meraviglioso scambio!… troppo poco spesso sperimentato perché non facile, non comodo. Eppure questa è la direzione che ci indica Giovanni Paolo II per questi nostri tempi: collaborazione, cooperazione, tutti all’opera, e sempre più uniti nella preghiera e anche nell’azione.
Infine, chi pensa di non poter dare niente, o quasi niente, chi si sente indegno o troppo ferito, torni al 2° versetto di Luca 8: spiriti cattivi, infermità… ecco le piaghe che affliggevano le prime collaboratrici di Gesù per l’annunzio del Vangelo. Ma ne sono state liberate e guarite, magari non tutte subito, e forse hanno conservato degli strascichi (postumi)… I primi cooperatori missionari di Gesù erano dei poveri, come noi! Allora, avanti!
In Cristo,
P. Pier Aguila

