Missionletter 11
2 gennaio 2003

“Si mise in viaggio…”
 

Secondo l’Evangelista Luca, questa è la risposta concreta di Maria all’annuncio dell’angelo Gabriele. In effetti, al versetto 38 del 1° capitolo, leggiamo: “E l’angelo partì da lei”, e subito dopo, al versetto 39: “In quei giorni Maria si mise in viaggio…”. Di quale viaggio si tratta? Nient’altro che di un viaggio di evangelizzazione: la Madre di Dio porta Gesù, la Buona Novella, cioè il Vangelo, ad Elisabetta. Una missione che è contemporaneamente annuncio dell’Evento centrale di tutta la storia dell’umanità (cfr. il Magnificat) e servizio al prossimo (“Maria rimase con lei circa tre mesi”).
Dalle prime pagine del Vangelo, la Madre di Dio ci viene presentata come il modello del discepolo di Gesù. Sotto tantissimi aspetti, compresa la dimensione missionaria della nostra vocazione, abbiamo in lei una stupenda maestra di vita evangelica.
Avrebbe potuto starsene un po’ tranquilla a casa, almeno qualche settimana, il tempo di godere di questa presenza misteriosa e stupenda del Figlio di Dio nel suo seno. Ma no! Appena riceve questo Dono, parte immediatamente per trasmettere la notizia ai parenti. Ecco il primo movimento essenziale e fondante di ogni azione evangelizzatrice: non tenere per sé ciò che gratuitamente abbiamo ricevuto, ma partire, mettersi in viaggio per annunciare. Un movimento che non si deve mai fermare, perché è il movimento stesso dell’amore. E’ la radice dello slancio missionario che lo Spirito Santo sta risvegliando nella Chiesa (cfr. innumerevoli appelli del Santo Padre in merito).
In questo tempo di Natale, stiamo contemplando il Padre che invia il Figlio nel mondo: si mise in viaggio… E appena iniziato il suo ministero pubblico, Gesù invierà in missione i suoi discepoli (cfr. Mt 10). Questo invio ha attraversato i secoli ed eccoci all’inizio di un nuovo anno, anche noi inviati, in forza del nostro Battesimo. Come Maria, abbiamo ricevuto lo Spirito Santo e siamo spinti anche noi a comunicare il Vangelo al mondo nel quale viviamo. I Vescovi del nostro paese concludono gli orientamenti pastorali per il primo decennio del Duemila con un paragrafo intitolato: “Una Chiesa di discepoli e di inviati”…
L’autentico discepolo di Gesù sa di non avere dimora stabile, di essere passante e pellegrino, perché è cittadino del Regno e annuncia, strada facendo:

“E strada facendo, predicate che il Regno dei cieli è vicino”. (Mt 10,7)

L’autentico missionario di Cristo è inviato povero e senza quasi niente:

“Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio…” (Mt 10,9-10)

Perché così poveri? Perché è così che il Figlio di Dio è stato inviato dal Padre sulla terra:

come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. (Gv 20,21)

Forse anche per contare sulla forza dello Spirito Santo, e non fare della missione la nostra opera. Non dimentichiamo mai che lo Spirito Santo che scese su Maria è “il protagonista di tutta la missione ecclesiale” (Redemptoris Missino cap. III).
Non possiamo dire che il Signore ci rassicuri, inviandoci così poveri! Sempre in viaggio! Che programma! Il Santo Padre ci aiuta a non aver paura, affermando, nella Redemptoris Missio al n°88:

“Proprio perché “inviato”, il missionario sperimenta la presenza confortatrice di Cristo, che lo accompagna in ogni momento della sua vita – “Non aver paura…; perché io sono con te” (At 18,9-10) – e lo aspetta nel cuore di ogni uomo”.

Questo accettare di mettersi in viaggio 24 ore su 24 ci permette quindi di raggiungere il cuore di ogni uomo che incontriamo. Il Verbo di Dio è “uscito” dal Padre per incontrarsi con l’umanità: usciamo anche noi, partiamo, andiamo, lasciamoci inviare tutti i giorni!
E quando la “Messa è finita”, quando abbiamo attinto forza dalla Parola di Dio e dai Sacramenti, “la missione continua”…

A tutti, la comunità delle Beatitudini augura un 2003 pieno di zelo missionario con Maria!

In Cristo,
P. Pier Aguila

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