Missionletter 13
2 marzo 2003
Prima dite: Pace…
“Il Signore… li inviò due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: “… Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi… In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.” (Lc 10,1-5)
“Pace”: ecco la primissima parola che i settantadue discepoli devono proclamare, secondo le istruzioni per l’uso che Gesù da loro in occasione della prima missione. Sappiamo che 72 è una cifra simbolica che indica le nazioni, cioè noi. Questo comando - “Prima dite: Pace” - è quindi indirizzato ad ogni discepolo di Gesù.
“Prima…”: non solo quando i venti di guerra minacciano la pace del mondo, ma in ogni tempo. Prima di ogni altro annuncio, i discepoli di Cristo proclamano la pace come un dono ricevuto dall’alto; sono mandati dal Maestro per portare la pace a tutti. S. Francesco aveva capito questa priorità nell’evangelizzazione, poiché ogni volta che incontrava qualcuno, diceva: “Il Signore ti dia pace!”
In effetti, quando guardiamo attorno a noi, vediamo come troppo spesso manca la pace nelle famiglie, nella società, e prima ancora nei cuori. Essendo Cristo il Principe della pace, è normale che il primo regalo che faccia quando viene incontro a suoi fratelli sia quello della pace. Mandato dal Padre per riconciliare il mondo, Gesù ci manda a nostra volta per portare la pace a tutti. Crediamo veramente che portiamo questo tesoro, anche se in vasi di creta?
“Dite…” Ci sono tanti modi di dire pace: con le parole ovviamente, ma anche coi gesti, con un sorriso, con un’attenzione, con un servizio, insomma… con tutta la vita. Dire “pace” ci porta quindi a diventare pace per gli altri, per contagiare la pace attorno a noi. Come la gioia e l’amore, in effetti, la pace è comunicativa. Basta poco per diffonderla attorno a noi; ma c’è una condizione: averla in noi, acquistarla giorno dopo giorno, grazie ai mezzi che sono a nostra disposizione: preghiera, Parola di Dio, Sacramenti, etc. Sul come acquistare la pace, mi permetto di consigliarvi la lettura di un libro piccolo e semplice che ha già aiutato tante persone: “La pace del cuore” (P. Jacques Philippe – Edizioni Dehoniane Roma).
“Pace!” Non vuol dire solo “ciao, come stai?”, anche se si tratta del saluto ancora utilizzato oggi in Israele: Shalom! E’ una parola densa di significato. Tra le varie interpretazioni, utilizzando il significato di ogni lettera, possiamo dire che “shalom”,
, evoca l’equilibrio tra il fuoco, “esh” (
) in ebraico, rappresentato dalla lettera shin (
), e l’acqua, “maim” (
) in ebraico, rappresentato dalla lettera “mem” (
), con in mezzo la lettera “lamed” (
), che si trova proprio in mezzo all’alfabeto ebraico ed la cui forma assomiglia all’ago di una bilancia. La pace in effetti è allo stesso tempo calma come l’acqua e forte come il fuoco. Equilibrio ma non compromesso. Chi vuole essere operatore di pace, e quindi beato (cfr. Mt 5,9), deve essere pronto a lottare, a combattere con coraggio… perché i “violenti” si impadroniscono del regno (cfr. Mat 11,12) che è un regno di pace e di amore. Non si tratta certo della violenza delle armi, ma di quella dell’amore.
Dire “Pace”, scegliere la pace non sarà possibile senza questa decisione coraggiosa, che a volte può provocare “separazione”, “divisioni”… In effetti, Gesù ha detto in Mt 10, 34:
“Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre…”
Per non fraintendere queste parole, occorre leggere tutto il passo. Gesù non porta e non vuole la guerra. Questa “spada” serve ad operare una separazione tra la luce e le tenebre, tra l’amore e l’egoismo, tra lo Spirito di Dio e quello del mondo. Gesù ci mette di fronte ad una scelta che spiega nei versetti successivi:
“Chi ama… più di me… non è degno di me… Chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà”. (Mt 10,37.39)
“In qualunque casa entriate…” In quanto discepoli, siamo chiamati non solo a scegliere la pace, ma a seguire il Principe della Pace e ad annunciare la sua pace a tutti… In qualunque casa entriamo, in qualunque incontro facciamo, siamo invitati a proclamare, non solo un valore, ma una Persona che è la nostra Pace e la Pace di tutto il mondo se gli spalanca le porte, come lo gridava Giovanni Paolo II 25 anni fa all’inizio del suo Pontificato. Preghiamo con tutta la Chiesa e con ogni uomo di buona volontà affinché gli uomini, e particolarmente i più induriti, spalanchino le porte al Redentore, Gesù Cristo, perché…
”Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia… (Ef 2,14)
in Cristo,
P. Pier Aguila

