Missionletter 18
2 agosto 2003

“Evangelizzare” oltre la morte…
 

Oggi la famiglia francescana festeggia Maria Regina degli Angeli, festa conosciuta sotto il nome di “Perdono di Assisi”, perché in questo giorno, grazie alla richiesta fatta da S. Francesco al Papa, si può ottenere un’indulgenza plenaria. Permettetemi un’interpretazione di questa iniziativa del Poverello che può completare la nostra comprensione dell’evangelizzazione.
In effetti, dietro la richiesta di Francesco, intravedo la sua fortissima coscienza missionaria. Francesco è un missionario e ha fondato un ordine missionario, una famiglia spirituale missionaria nella Chiesa. Nel suo cuore bruciava il desiderio di amare Gesù e di farlo amare da tutti, senza eccezione.
"Ti chiedo che tutti coloro che contriti dei loro peccati entreranno in questo luogo, siano liberati dal peccato e dalla pena del medesimo". Ecco la domanda che Francesco fece al Papa, il quale rispose: “Quanti giorni di indulgenza?” Il Poverello rispose: “Non chiedo giorni ma anime!” Chiedeva cioè la vita eterna! Effettivamente, quando annunciò al popolo la risposta positiva del Papa, parlò in questi termini entusiastici: "Vi voglio portare tutti in paradiso." Niente di meno! Per Francesco era il massimo, la grazia delle grazie.
Se S. Francesco ha fatto questa richiesta pazza, esagerata, è perché era infiammato dal fuoco missionario, dal desiderio che tutti gli uomini fossero salvi. In un certo qual modo possiamo dire che la sua missione non si fermava davanti alla morte delle persone; era come se volesse continuare ad “evangelizzare” anche chi era già morto! Non si accontentava di proclamare il Vangelo a chi incontrava su questa terra; il suo desiderio di salvezza per tutti andava al di là della frontiera della morte! Non voleva arrendersi e voleva continuare fino a quando tutti fossero entrati in Paradiso, vocazione ultima di ogni uomo!
Vedo in questa richiesta di Francesco un grandissimo fuoco missionario che possiamo chiedere anche noi al Signore. In effetti, cosa vuol dire evangelizzare se non annunciare la vita eterna, il Vangelo della vita eterna, diffondere la vita eterna, far tutto ciò che possiamo affinché la gente possa accogliere questa vita eterna.
Ecco lo scopo ultimo dell’evangelizzazione. L’orizzonte della missione non si ferma quaggiù, ma è fondamentalmente escatologico, l’orizzonte della vita senza fine, del faccia a faccia col Signore nella luce e nella gioia del Paradiso: “Vi voglio portare tutti in Paradiso!”
Quindi, l’evangelizzazione sarà pienamente “riuscita” nel momento in cui la gente evangelizzata entrerà in Cielo; sarà proprio successo missionario pieno ! Il punto d’arrivo di ogni azione evangelizzatrice è niente di meno che il Paradiso. Certo, non possiamo evangelizzare le persone che non sono più su questa terra, ma come S. Francesco, possiamo ancora fare qualche cosa per loro, nella comunione dei santi: pregare e confidare nell’infinita Misericordia del Signore che vuole che tutti siano salvi!
Allora capite che chiedere un’indulgenza plenaria non è altro che un sovrappiù di missionarietà, una continuità dell’evangelizzazione, vissuta in un altro modo ovviamente, vissuta con la preghiera, con l’invocazione della Misericordia, chiedendo anche noi perdono (siamo solidali nel peccato), e pregando per le intenzioni del Santo Padre, per significare che viviamo questa richiesta nella comunione della Chiesa del Cielo e della terra.
Francesco ha affidato questa sua missione a Maria, perché senza il suo sì, non avremmo avuto il Salvatore. Il suo sì è eterno ed ella continua ad assistere la Chiesa nella propagazione della Buona Novella della salvezza. Tutt’ora la remissione dei peccati e delle loro conseguenze nella nostra vita ci viene data dal Signore attraverso le mani della Regina degli Angeli!

Missionariamente, in Cristo,
P. Pier Aguila

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