Missionletter 20
2 ottobre 2003
Dare la vita…
All’indomani della festa di S. Teresina di Lisieux e all’inizio di questo mese missionario che è anche il mese del rosario, mi chiedo ancora una volta come mai questa giovane è diventata co-patrona delle missioni, accanto a S. Francesco Saverio. Sappiamo che il primo motivo proviene dal fatto che, poco dopo la sua nascita in Cielo fino ad oggi, tanti missionari hanno avvertito il suo aiuto concreto nel loro ministero missionario. Effettivamente, Teresina è fedelissima alle sue promesse, lei che affermava: “Scenderò, aiuterò i sacerdoti, aiuterò i missionari, aiuterò tutta la Chiesa.” E lo fa tutti i giorni, con quanta efficacia!
Ma ancor più profondamente della sua azione concreta che è tanto preziosa, c’è un cuore che ha accolto con tanta generosità i sentimenti di Cristo, il quale
“non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti”. (Mt 20,28)
Dare la vita! Ecco il cuore dell’evangelizzazione, ecco il cuore dell’evangelizzatore! Teresina ha donato tutto e ha donato se stessa, senza riserve, senza contare, senza limiti, con uno scopo principale: “fare amare il Buon Dio come lo amo io”.
All’origine, durante e alla fine di ogni evangelizzazione ci deve essere questo “dare la vita” per i fratelli perché Gesù
“ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.” (1 Gv 3,16)
Dall’intensità di questo dono e dalla forza di questa generosità dipende in gran parte la fecondità dell’annuncio del Vangelo.
S. Teresina non ha risparmiato le sue forze e fino all’ultima goccia di sangue ha “camminato” per i missionari. Anzi, anche dopo l’ultima goccia! Ha chiesto infatti al Signore di continuare a lavorare in Cielo: “Intendo non rimanere inattiva in Cielo, il mio desiderio è di lavorare ancora per la Chiesa e per le anime. Lo chiedo al Buon Dio e sono certa che mi esaudirà”. Come lo ricorda Giovanni Paolo II nella Redemptoris Missio (n°60), l’amore è e resta il movente della missione.
E noi? Concretamente, cosa possiamo imparare dalla giovane patrona delle missioni?… Che non ameremo mai abbastanza, e quindi che non daremo mai abbastanza la vita per il Signore e per i fratelli! In questo campo, non c’è rischio di esagerazione a condizione di rimanere nel vero Amore, quello autentico, l’amore che assomiglia a quello di Gesù. S. Vincenzo de Paoli, questo “gigante della carità”, diceva alla fine della sua vita: “Ho amato così poco”! Magari potessimo dire la stessa cosa alla fine della nostra vita, aggiungendo: “Ho evangelizzato così poco!”.
Dare la vita per entrare nella Vita, quella eterna, ma non da soli… con tanti amici che avranno incontrato Gesù, Vita, Verità e Via perché avremo dato la nostra vita, senza risparmiare le nostre forze. S. Teresina, prega per noi perché vogliamo annunciare Gesù con la stessa grinta con la quale l’hai annunciato tu! Aiutaci a dare la vita tutti i giorni, senza contare e senza aspettarci niente in cambio poiché abbiamo già la nostra ricompensa, quella di lavorare per un Maestro fantastico! E magari, potremo anche noi continuare ad evangelizzare dal Cielo, insieme a te e a tanti altri amici. Con te potremo far piovere una pioggia di rose, come fai già da 106 anni! Teresina, potessimo avere lo stesso desiderio che hai avuto tu spiegando:“Vorrei essere missionario(a) non solo durante qualche anno, ma avrei voluto esserlo fin dalla creazione del mondo ed esserlo fino alla fine dei tempi”.
Missionariamente, in Cristo,
P. Pier Aguila

