Missionletter 27
2 maggio 2004
“Colui che viene a me, non lo respingerò…” (Gv 6,37)
Da poco più di un anno, con la pubblicazione della sua ultima enciclica, il Papa ha messo di nuovo davanti ai nostri occhi il Mistero stupendo dell’Eucaristia. Quando pensiamo a questa straordinaria “invenzione” di Gesù, ci viene in mente immediatamente il sesto capitolo del Vangelo di Giovanni. Nella sinagoga di Cafarnao, il Signore svela senza ambiguità possibile questo progetto incredibile: rimanere con noi sempre, nella sua Presenza reale che verrà poi chiamata Presenza Eucaristica.
Fonte e culmine della Nuova Evangelizzazione, l’Eucaristia è inseparabile dalla missione. Non solo ne riceviamo una forza indispensabile per poter annunciare il Vangelo “strada facendo”, ma è anche luogo di evangelizzazione, potenza di Amore, esplosione di gioia, banchetto di gloria. Più che parlarne, occorre vivere questi incontri con tutto il cuore ed invitare a questo appuntamento d’amore chi non ha ancora avuto la chance di gustarne la dolcezza.
Il discorso nella sinagoga di Cafarnao viene ricordato soprattutto per il realismo di questa presenza eucaristica, realismo che scandalizzerà una buona parte degli ascoltatori del tempo. Passa invece inosservata un’altra affermazione non meno importante: “Colui che viene a me, non lo respingerò”.
Si tratta di uno dei sentimenti principali di Gesù, questi sentimenti che S. Paolo ci invita ad avere in noi (cfr. Fil 2,5) e che sono, infatti, quelli del Padre, come lo dice Gesù subito dopo:
“E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato”. (Gv 6,39)
Se l’evangelizzatore vuole essere fedele al Maestro, non può respingere nessuno. Come Gesù, deve andare al di là delle apparenze anche negative delle persone o delle situazioni. Il suo cuore deve diventare progressivamente simile al Cuore del Signore, lasciando la logica degli uomini per entrare nella follia d’amore di Gesù, il cui Cuore è stato aperto sulla croce e non si è mai più chiuso. Apertura, accoglienza, misericordia! Non è certamente un fatto casuale se la Domenica in albis (1° Domenica dopo Pasqua) è diventata la Domenica della Misericordia!
“Colui che viene a me…”: ecco probabilmente una delle sfide maggiori della Nuova Evangelizzazione, ossia far sì, se non è già stato fatto, che ogni persona che incontriamo possa venire a Gesù. Perché sappiamo che Gesù non respingerà nessuno, non temiamo di impegnare tutte le forze e tutti i mezzi possibili per suscitare, per “provocare” questo incontro decisivo che cambia la vita. Non smettiamo di cercare nuovi strumenti per risvegliare nei cuori la fame e la sete del Signore, perché: “Chi viene a me non avrà più fame e che crede in me non avrà più sete”. (Gv 6,35). Per credere, bisogna venire! Per venire, è necessario essere invitato! Per essere invitato, bisogna che qualcuno inviti!
Questo Tempo pasquale sia per la Chiesa un tempo di vero risveglio missionario! Vi propongo di invocare ardentemente lo Spirito Santo per questo risveglio che è già iniziato!
Santo Tempo di Pasqua a tutti!
P. Pier Aguila

