Missionletter 29
2 settembre 2004
“La folla… di nuovo… e di nuovo egli…”
San Marco, iniziando il suo decimo capitolo, descrive così una giornata di Gesù: “La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l’ammaestrava, come era solito fare”. Questo instancabile annuncio del Vangelo da parte di Gesù mi fa pensare alle parole del Santo Padre che ricordavamo nell’ultima missionletter: “Non vi fermate mai”… e recentemente a Lourdes, in piena omelia: “devo portare a termine”...
Alla fine dell’estate, al momento di riprendere la vita “normale”, ci chiediamo come di nuovo evangelizzare nell’ordinarietà della nostra vita? Per rispondere a questa domanda, è necessario rileggere questi due mesi estivi. Un sincero esame di coscienza ci aiuterà a riprendere il cammino con più decisione, evitando di cadere nella monotonia di tutti i giorni. Ognuno di noi può personalmente eseguire questo ottimo esercizio missionario!
Insieme a voi vorrei invece trattenere le esperienze di una missione davvero eccezionale vissuta a Riccione dal 7 al 17 Agosto scorso insieme a 200 giovani, per vedere come è possibile passare da una straordinarietà all’ordinarietà della nostra missione quotidiana.
La prima conclusione di Riccione 2004 è una netta evidenza: ci vuole poco per svegliare il fuoco missionario nel cuore dei giovani…! I 200 missionari hanno prontamente risposto alla fiducia data a loro da Gesù attraverso il mandato della Chiesa di Rimini: si sono subito buttati nella missione, senza risparmiarsi, giorno e notte, al punto che alle ore 5 dell’ultima mattina, dopo aver trascorso l’intera notte di evangelizzazione, alcuni non si volevano più fermare, abbiamo dovuto costringerle ad andare a riposare almeno un poco!!!
Osiamo proporre abbastanza sfide di questo genere? Forse sottovalutiamo la sete di annunciare Gesù che è nascosta nel cuore di tanti cristiani, specialmente dei giovani? Poi… siamo consapevoli della sete di Dio che c’è nel cuore di ogni persona, anche se apparentemente lontana da ogni preoccupazione di tipo religioso? Ecco allora la seconda evidenza di Riccione 2004: gli uomini e le donne del nostro tempo, primi fra tutti i giovani, hanno un’enorme fame e sete di Dio! Senza accorgersene, anelano al Regno dei cieli.
Sete di evangelizzare, sete di trovare il Vangelo, ma anche e soprattutto sete di Gesù che vuole attirare tutti a sé. A Riccione, ancora una volta, questa sete è “esplosa”, producendo miracoli dei quali siamo stati stupiti spettatori: era sufficiente vedere la differenza di espressione sui volti all’ingresso nella chiesa, prima di venire davanti a Gesù e la luminosa trasformazione all’uscita, dopo un tempo di “esposizione al trattamento divino” a volte lungo, e per tanti seguito anche da una buona confessione! Quando permettiamo all’uomo che cerca di Dio di avvicinarsi a Gesù e al suo discepolo, la scintilla è quasi immediata e sorprendente!
Una terza lezione da Riccione 2004: l’evangelizzazione non può e non deve essere una moda episodica, un’ attività confusa tra altre mille. Per annunciare l’esagerato Amore di Dio (che ci ha amati fino alla fine!) ci vuole un coinvolgimento esagerato, un impegno totale: o tutto o niente, anzi solo tutto, e fino in fondo! La forma dell’evangelizzazione può variare, si dovrà adattare al contesto, alla situazione, alle persone… ma fissa deve essere questa dedizione senza limite, questo amore che preme, questo fuoco che spinge a uscire e a correre ad annunciare a tutti che la cena è pronta!
Questa “pesca” riccionese è stata resa possibile grazie ai tanti sacrifici dei giovani missionari che, per ritrovare forza, hanno attinto tutti i giorni alla prima fonte dell’evangelizzazione: il Sacrificio eucaristico di Gesù! E proprio questa stessa presenza reale, discreta e potentissima di Gesù nell’Eucaristia ha permesso agli assetati giovani “pescati” nelle strade della città di incontrare finalmente l’Amore, anche con una percezione sensibile, un incontro fisico!
Una delle più grandi esperienze di Riccione 2004 è stato infine constatare la fecondità stupenda della comunione tra varie realtà ecclesiali: quando infatti mettiamo in comune tutti i nostri carismi, la potenza d’amore che si diffonde nell’invisibile è strepitosa! Non che sia facile, è proprio un combattimento, ma certamente ne vale la pena!
Siamo tornati a casa stanchi morti, distrutti (non certo sino al punto di San Francesco Saverio, morto di stanchezza su un’isola di fronte alla Cina…), ma l’aver assaggiato un poco di santa stanchezza missionaria ci ha reso consapevoli che questa è una delle più grandi prove d’amore che possiamo dimostrare a Gesù e agli uomini che aspettano la Luce del Vangelo nella loro vita! I giovani missionari hanno sperimentato che l’evangelizzazione costa cara, che non è un divertimento e che, come dice il Papa, si evangelizza prima di tutto con l’offerta della sofferenza, col sacrificio fatto per amore.
Riccione 2004 è stata una nuova pesca miracolosa, ma non deve diventare un metodo “standard”. L’eredità di questa missione è lo spirito di comunione, di impegno, di audacia, di sacrificio… e di esagerazione, con Gesù sempre al centro di tutto!
Siamo servi inutili e, come diceva S. Paolo, evangelizzare non è per noi un titolo di gloria ma un dovere… abbiamo quindi solo fatto il nostro dovere! Senza perdere ora tempo soffermandoci sulle nostre personali imprese, meditiamo e divulghiamo come Maria le meraviglie che il Signore ha operato e, soprattutto, contagiamo con questa buona “ansia” dell’evangelizzazione, affinché tanti altri siano “infettati” da questa voglia di annunciare la fantastica Notizia della Salvezza a tutti!
Se una missione finisce, la nostra missione continua tutta la vita! Al termine di ogni S. Messa, dopo “La Messa è finita…” mi piace aggiungere: “La missione continua!” Coraggio a tutti! Gesù ci precede! Lo Spirito Santo ci accompagna! L’Eucaristia è nostra inesauribile forza!
P. Pier Aguila

