Missionletter 31
2 novembre 2004

Gesù disse all'uomo…: «Mettiti nel mezzo!» (Mc 3,3)
 

A forza di parlare di evangelizzazione, di missione, di iniziative missionarie, di nuove vie per l’annuncio del Vangelo, rischiamo di dimenticare un punto essenziale sul quale mi permetto di attirare l’attenzione all’indomani del mese missionario appena concluso. Riassumerei questo punto in 4 parole: “Al centro, la persona”.
La domanda rivolta da Gesù all’uomo che ha la mano inaridita (Mc 3,1-6) è del tutto insolita: “Mettiti nel mezzo”! Perché questa domanda? Gesù ne dà la spiegazione quando chiede immediatamente dopo: “E’ lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?”. Una vita… Una sola vita vale più che tutte le ricchezze della terra! Al centro delle preoccupazioni di Gesù: la persona! Ogni persona! Ecco perché la persona sarà sempre al centro della missione!
Siamo tutti d’accordo con quest’affermazione! Chi non lo è rilegga Gv 3,16! Ma nel concreto è facile dimenticarlo. Per vari motivi… Perché troppo presi dall’organizzazione, oppure dalle regole da rispettare… Perché a volte, troppo spesso… accettiamo o meno le persone a seconda della loro apparenza, di ciò che possono dare… mentre il Signore ci insegna ad accogliere ogni persona come un dono unico, perché ogni persona è preziosissima ai Suoi occhi.
Il rimedio a tale dimenticanza? Evangelizzare “con gli occhi” del Signore! Guardare ogni persona come la guarda Lui! E ricordare spesso che Gesù ha versato il suo sangue per questa persona! Chi sono io per non accoglierla con tutto il cuore, per non rispettarla infinitamente? Questo sacro rispetto di ogni persona si manifesta in tanti piccoli segni concreti, non in grandi discorsi o in bei complimenti!
Quante volte gli Evangelisti ci presentano Gesù che incontra una persona precisa, a tu per tu e le manifesta immediatamente il suo amore, la sua compassione, senza condizioni! Certo, poi Gesù invita alla conversione, illumina il cuore e la coscienza della persona indicandole ciò che deve cambiare: anche questo è rispetto infinito della persona!
Certo, quest’attenzione piena di amore alla persona non significa esclusivismo né idolatria! Infatti, al centro del centro, cioè al cuore della nostra esistenza e delle nostre azioni, ci deve sempre essere il Signore! Mettere la persona al centro non significa neppure però che siamo quelli che sanno di che cosa ella ha bisogno, come se fossimo su un livello superiore! Possiamo tenere un giusto equilibrio fatto di pieno rispetto e di realismo.
Se non fossimo ancora convinti, ci basterebbe rileggere la risposta alle domande del grande “esame finale” che dovremo tutti vivere un giorno, la risposta che Gesù stesso ci ha già data (pensate un po’, andare all’esame con già in mano le risposte!) :

“Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. (Mt 25,40).

Il semplice ricordo di questo versetto ci può aiutare a dire, come Gesù, all’uomo, alla donna, al bambino, al giovane, all’anziano che incontriamo: “Mettiti nel mezzo… vieni al centro… perché Gesù ti vuole salvare!”
Vi auguro a tutti un buon inizio di “Anno dell’Eucaristia”.

Pier Aguila

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