Missionletter 35
2 marzo 2005

Insopportabile…
 

Per questa nuova Missionletter, permettetemi di fare un’eccezione e di non partire da un passo biblico, ma da una frase del Cardinale Tettamanzi, pronunciata nel suo intervento in conclusione del funerale di don Luigi Giussani, fondatore del Movimento “Comunione e Liberazione”:

… anche per noi, come per don Luigi, risulti in qualche modo insopportabile il fatto che ci siano persone che non conoscono la gioia di questo Vangelo vivente e personale che è il Signore Gesù”.

“Risulti insopportabile”… Una parola forte! Eppure, se ci pensiamo, il Figlio di Dio che scende dal Cielo per rivelare al mondo l’Amore del Padre, per dare la gioia a tutti i cuori! E a quale prezzo! Muore per noi, per tutti! Poi risorge distruggendo la morte, aprendo la Via che porta alla Vita eterna! Eppure milioni, anzi miliardi di uomini e di donne non lo conoscono ancora, e tra di loro tanti, anche vicino a noi, stanno morendo dentro perché nessuno indica loro la strada che porta alla vera felicità per la quale sono stati creati!
Come sopportare questo dato di fatto?… Non possiamo rimanere tranquilli con la nostra gioia di conoscere Gesù, perché siamo davvero fortunati, come lo spiega il Cardinale Tettamanzi nello stesso discorso del 24 febbraio scorso parlando sempre di don Giussani:

“Facciamo nostra la sua grande passione per la missione e lasciamoci scuotere e animare dal desiderio insopprimibile di fare partecipi tutti coloro che incontriamo della fortuna di conoscere e di amare Cristo e di entrare e rimanere in comunione con lui, lasciandoci attrarre e trasformare dalla sua insuperabile bellezza e dalla sua grazia”.

Non condividere questa fortuna, questa gioia, oltre che egoismo, sarebbe addirittura omissione di assistenza a persone in pericolo. Certo, non si tratta di cadere in un sentimento di colpa che ci paralizzerebbe. In effetti, il Cardinale dice “in qualche modo insopportabile” perché la salvezza è l’opera di Gesù, non la nostra, e ci fidiamo di Lui, sapendo bene che a Lui niente è impossibile. Speriamo con tutte le nostre forze che nessuno verrà perduto. Ma conoscendo Colui che solo può salvare tutti gli uomini e l’uomo intero, abbiamo una responsabilità della quale è importante che siamo consapevoli.
Questa insopportabilità viene proprio dalla passione per la missione, dalla cosiddetta “ansia per le anime”. Questa “ansia” è un dono del Signore che ci fa entrare nei suoi sentimenti. Un dono da chiedere e che riceveremo se siamo pronti a riceverlo. Significa se siamo pronti a essere, nelle mani del Signore, strumenti docili per la diffusione del suo Vangelo. Così diventeremo sempre di più come le mani tese del Signore verso tutti coloro che incontriamo.
Si tratta in effetti della gioia del Vangelo, “Vangelo vivente e personale che è il Signore Gesù”. A volte, presi da tanti aspetti organizzativi delle varie iniziative missionarie che il Signore ci affida, aspetti assolutamente necessari, rischiamo di dimenticare il Vangelo, o perlomeno di allontanarci dalla sua semplicità e dalla sua radicalità! Tornando continuamente al Vangelo, diventeremo più partecipi della passione di Gesù per le anime, e il suo amore potrà toccare sempre più cuori.
Affidiamo i nostri apostolati alla preghiera fraterna degli “appassionati per la missione”, tra cui don Giussani del quale il Cardinale Ratzinger affermava nell’omelia della stessa S. Messa nel Duomo di Milano:

“Adesso il vostro caro amico don Giussani è arrivato nell’altro mondo e siamo convinti che si è aperta la porta del casa del Padre, siamo convinti che adesso pienamente si realizza questa parola: vedendo Gesù gioirono, gioisce con una gioia che nessuno gli toglie”.

Missionariamente, in Gesù,
Pier Aguila

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