Missionletter 37

“… per mezzo loro.”
 

Fin dai primi anni della sua vita, la Chiesa ha dovuto affrontare questioni non sempre facili da risolvere. Il primo Concilio, cosiddetto “di Gerusalemme”, doveva rispondere alla domanda: “i pagani che si convertono a Cristo devono osservare le legge di Mosè oppure no?” Non c’era unanimità sulla questione, come leggiamo nel capitolo 15 degli Atti degli Apostoli.
Una svolta decisiva è stata data dalla testimonianza di Barnaba e Paolo quando raccontarono agli Apostoli (At 15,12) “quanti miracoli e prodigi Dio aveva compiuto tra i pagani per mezzo loro”. Lo Spirito Santo aveva preceduto l’azione evangelizzatrice dei missionari, e Paolo aveva avuto la saggezza di riconoscere il Dono di Dio e di lasciare lo Spirito Santo continuare ad agire come lo voleva Lui! Questa totale apertura dell’Apostolo aveva permesso al Signore di manifestare la sua Gloria in modo eclatante!
In questa nobile assemblea di Gerusalemme, il racconto di queste meraviglie permise agli Apostoli, illuminati dagli interventi ispirati di Pietro e poi di Giacomo, di capire la Volontà di Dio. La testimonianza di Paolo e Barnaba fu quindi decisiva, come può essere oggi la nostra, ogni qual volta il Signore ci dia l’occasione di raccontare le meravigliose sue opere. Gli Apostoli ci insegnano a non temere, a non vergognarci nel testimoniare gli innumerevoli miracoli che continua ad operare oggi.
In questo versetto 12 di At 15, tre piccole parole mi sembrano ricche di significato per la nostra missione: “per mezzo loro”. Il Signore ha voluto passare attraverso Paolo e Barnaba per compiere tutti questi miracoli e prodigi, come per una specie di “buon contagio”! Gli Apostoli infiammati, anzi ubriachi di Spirito Santo dal giorno della Pentecoste, hanno comunicato, hanno contagiato questo fuoco e questa gioia del Regno di Dio! Lo Spirito Santo passava attraverso di loro come attraverso canali docili, per toccare i cuori affamati di Dio. Era Dio ad agire, ma attraverso di loro!
Questa pedagogia divina non è cambiata dal tempo degli Apostoli! Il Padre comunica il suo Amore al Figlio, il quale lo comunica ai suoi discepoli donando loro lo Spirito “senza misura” (Gv 3,34) affinché diffondano questo Fuoco a tutti! La fecondità della nostra evangelizzazione dipende in gran parte di questa nostra prontezza a lasciarci usare, accettando volentieri di essere sconvolti, anzi scossi dallo Spirito Santo che non finirà di sorprenderci con i suoi modi sempre nuovi di raggiungere gli uomini di ogni tempo!
La partenza per il Cielo del nostro amatissimo Giovanni Paolo II non ha diminuito questo appello dello Spirito ad una evangelizzazione più che mai rinnovata; anzi, il nostro Papa Benedetto ha subito ribadito l’urgenza di questo rinnovamento missionario. Basta leggere la sua omelia del 25 aprile a S. Paolo fuori mura. Ecco qualche passo significativo:

La Chiesa è per sua natura missionaria, suo compito primario è l’evangelizzazione (…) All’inizio del terzo millennio, la Chiesa sente con rinnovata vivezza che il mandato missionario di Cristo è più che mai attuale (…) Se dunque il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani, all’inizio del terzo millennio è lecito attendersi una rinnovata fioritura della Chiesa, specialmente là dove essa ha maggiormente sofferto per la fede e per la testimonianza del Vangelo. Questo auspicio affidiamo all’intercessione di san Paolo. Voglia egli ottenere alla Chiesa di Roma, in particolare al suo Vescovo, e a tutto il Popolo di Dio, la gioia di annunciare e testimoniare a tutti la Buona Novella di Cristo Salvatore.

Allora, unitissimi a Benedetto XVI e a tutta la Chiesa, perché “ci siamo abbeverati ad un solo Spirito” (1 Cor 12,13), continuiamo a testimoniare nel Soffio dello Spirito, consapevoli di essere strumenti insufficienti ma voluti dal Signore per l’annuncio della Salvezza!

In Gesù, Pier Aguila

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