Missionletter 43
Una potenza per evangelizzare!
“Riceverete una potenza che verrà dallo Spirito Santo…” (At 1,8a)
Sono le ultimissime parole di Gesù, la sua ultima promessa prima di salire in Cielo! Cosa ci promette? Il dono di una “dunamis”, forza o potenza unica, eccezionale, che non conosce paragoni umani perché viene dallo Spirito Santo. Poco prima, Gesù aveva comandato agli Apostoli di non allontanarsi da Gerusalemme perché sarebbero stati battezzati in Spirito Santo (At 1,4-5). Quindi questa dunamis non è un’energia come quella proposta dalla New Age, ma è inseparabile dal Dono dei doni cioè dallo Spirito di Santità!
“… e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra.” (At 1,8b)
Questa stupenda promessa di Gesù è immediatamente accompagnata da un comando: testimoniate dappertutto! Evangelizzate… tutti, senza eccezione, da casa vostra (Gerusalemme) fino agli estremi confini della terra! Non si possono separare At 1,8a da At 1,8b! Separarli significherebbe snaturare la finalità del dono dello Spirito Santo e quindi la vocazione stessa del cristiano. Gli Apostoli sono stati davvero obbedienti. Appena ricevuta la potenza promessa, passarono all’azione, come leggiamo in At 2,14: “Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così…” e il risultato di questa sua testimonianza fu impressionante:
“Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone”!!!
“… un cuore solo e un’anima sola” (At 4,32)
Di questa famosa prima predicazione di Pietro, vorrei sottolineare un aspetto che mi sembra molto importante. Vediamo un solo uomo parlare e 3000 persone avere il cuore trafitto, ma infatti c’è la presenza e il sostegno di tutti i fratelli, anche loro pieni di Spirito Santo e della sua potenza, stretti attorno a lui, unitissimi dallo stesso Spirito di Dio! Pietro è in primo piano in quel momento, come il “leader” della Chiesa nascente, ma la koinonìa (comunione) operata dallo Spirito permette a Dio di operare con la massima potenza in mezzo al popolo. Come diceva Benedetto XVI nell’udienza generale del 31 gennaio 2007 a proposito di S. Paolo: “Paolo non agisce da “solista”, da puro individuo, ma insieme con questi collaboratori nel “noi” della Chiesa. Questo “io” di Paolo non è un “io” isolato, ma un “io” nel “noi” della Chiesa, nel “noi” della fede apostolica.”
“… perché state a guardare il cielo?” (At 1,11)
Chi comincia a gustare la bontà e la potenza del Signore manifestate attraverso l’azione dello Spirito Santo è tentato di rimanere come gli Apostoli al momento dell’Ascensione, quasi in estasi, tutto teso verso il Signore! La parola dell’Angelo ci sveglia. E’ come se dicesse: “Dai, al lavoro! Non perdete tempo!” Ogni “goccia” di potenza ricevuta da Dio viene data per l’espansione del Regno di Dio nei cuori e nel mondo. A immagine dei pani e dei pesci che avanzano dopo la moltiplicazione operata da Gesù, niente deve esser perduto (cfr. Gv 6,12: Quando poi furono sazi, dice ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati perché niente vada perduto».) Tutto viene dato per essere distribuito largamente, generosamente e gratuitamente!
“Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che la potenza straordinaria viene da Dio e non da noi.” (2Cor 4,7)
Questa parola di S. Paolo risponde a tante obiezioni che sono infatti pretesti per non impegnarsi con tutto il cuore nell’annuncio del Vangelo: “Sono troppo povero, troppo ferito, non ho i carismi necessari, ecc.” Meglio ancora se sei debole, perché dice il Signore:
“la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza!” (2Cor 12,9)!
Non abbiamo nessuna scusa per non rispondere alla promessa/comando di At 1,8! Dio
“vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,4).
Occorre ricordarcelo tutti i giorni!
“… fece tutto il possibile per aiutarlo” (Lc 10,34)
Vorrei concludere ricordando l’esempio stupendo dell’Abbé Pierre che è tornato recentemente al Padre. Tutto è partito da un’intuizione semplicissima e propriamente evangelica: da salvato, diventare subito “salvatore”. Il primo barbone che l’Abbé Pierre ha letteralmente salvato dalla strada è diventato lui stesso, insieme all’Abbé Pierre e senza aspettare, “salvatore” di altri. Poi, questi altri, insieme a lui e all’Abbé Pierre, sono diventati “salvatori” di altri. E così via! Senza sosta! Senza stancarsi! O piuttosto stancandosi!… per l’Abbé Pierre, fino a 94 anni! Una dimostrazione che obbedire al Signore conserva!
Non sogni anche tu di una vita riempita come quella dell’Abbé Pierre? Questo sogno può diventare realtà oggi, se accogli la potenza che viene dallo Spirito Santo e decidi di essere testimone di Gesù e del suo Vangelo ogni giorno della tua vita! Questo sogno diventa realtà se fai dell’annuncio del Vangelo, qualunque sia la forma di questo annuncio e qualunque sia il tuo stato di vita, la priorità della tua vita! La priorità in famiglia, la priorità sul lavoro, la priorità a scuola o in università, la priorità quando fai le spese o al casello dell’autostrada, la priorità nel tempo libero! Cristiano e cioè missionario del Vangelo a tempo pieno!
Non c’è gioia più grande! E’ il mio auguro di Pasqua!
God bless you!
Pier Aguila

