Fastnews d’Amazzonia
“Missão Anajás” – Novembre2008
P. Pier, appena tornata dalla missione di Anajás, testimonia…
Inculturazione: la prima cosa che mi ha colpito è il fatto che ormai siamo completamente “adottati” dalla gente. Certo, rimarremo sempre degli stranieri, ma con gli anni che passano (ormai più di 4 anni), la nostra presenza si fa sempre più “marajoara”! Quando si cammina nelle vie di Anajás con Sr Noemi, non passano 2 minuti senza che qualcuno la chiami: “Irma!” (suora), bambini, giovani, anziani (sono pochi ad Anajás), mamme, lavoratori… E quando si rimane a casa, difficilmente passa mezz’ora senza che qualcuno bussi alla porta.
I più poveri: questa missione è prima di tutto rivolta ai più dimenticati, a quelli che spesso non chiedono neanche aiuto, pur avendone un estremo bisogno. Posso testimoniare che lo Spirito Santo guida Sr Noemi verso le famiglie più bisognose. Quando vedrete il DVD di presentazione che sarà disponibile entro Natale, vi renderete meglio conto di quanta miseria c’è e di quanto bene si possa fare con poco. Un atto di carità ne genera un altro: l’amore è più contagioso della malaria! E’ stupendo vedere i frutti concreti portati grazie all’aiuto della Corona missionaria.
Intelligenza missionaria: la nostra preoccupazione costante è cercare di aiutare le persone in modo intelligente, cioè non con un sistema di assistenzialismo, ma cercando il modo più adatto ad ogni situazione per far uscire le persone dalla miseria. Infatti, ogni situazione è particolare e non ci sono ne tecniche prefabbricate ne ricette magiche.
A.BB.A.: sono oggi circa 70 i “bambini A.BB.A.” E c’è un fenomeno nuovo ed incoraggiante: alcune famiglie aiutate già da 2 o 3 anni sono ormai autonome finanziariamente e non hanno più bisogno del nostro, anzi del vostro aiuto. A volte, è la mamma o il papà stesso che ci dice: “adesso, date ad un’altra famiglia più povera l’aiuto che davate a mio figlio”.
Reazione a catena: quando si fanno le visite con Sr Noemi, un’altra cosa che colpisce è il fatto che un gesto di amore gratuito provoca altri gesti di amore, come una santa “reazione a catena”. Ad esempio, cominciamo ad aiutare un bambino, e poi, sempre grazie alla Corona missionaria, possiamo aiutare il suo papà a trovare un lavoro fisso in città, così non deve più assentarsi per il 90 % del tempo nella foresta per lavorare e la famiglia rimane più unita e quindi più felice. Capita anche che grazie al progetto “ristrutturazione case”, possiamo aiutare questa stessa famiglia a ricostruire la propria casa che cade a pezzi o addirittura a costruirne una nuova se è necessario.
Concretezza: la “Missão Anajás” ci fa toccare con mano quanto la missione non sia astrazione o teoria ma azione e concretezza. Ogni vostro aiuto, anche il più piccolo, viene come moltiplicato e si trasforma in miracoli di amore. E non solo ad Anajás! In effetti, dobbiamo sempre allargare i nostri orizzonti… Quanti nel mondo aspettano questi gesti d’amore che possono cambiare la vita! Non solo “ad gentes”, ma anche a casa tua… puoi provocare queste “reazioni a catena”!
Deus abençoe! (Dio ti benedica!)
